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<channel><title><![CDATA[&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;S c h o o l b o o k - Blog]]></title><link><![CDATA[http://ermeteferraro.weebly.com/blog.html]]></link><description><![CDATA[Blog]]></description><pubDate>Sat, 28 Jan 2012 00:07:31 -0800</pubDate><generator>Weebly</generator><item><title><![CDATA[I FANTAPROFESSORI - THE FAIRLY ODDTEACHERS]]></title><link><![CDATA[http://ermeteferraro.weebly.com/1/post/2011/12/i-fantaprofessori-the-fairly-oddteachers.html]]></link><comments><![CDATA[http://ermeteferraro.weebly.com/1/post/2011/12/i-fantaprofessori-the-fairly-oddteachers.html#comments]]></comments><pubDate>Fri, 30 Dec 2011 10:56:18 -0800</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">http://ermeteferraro.weebly.com/1/post/2011/12/i-fantaprofessori-the-fairly-oddteachers.html</guid><description><![CDATA[       Avere dei ragazzini in casa, alla mia non tenera et&agrave;, comporta anche doversi spesso sorbire delle trasmissioni televisive piuttosto  [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div ><div class="wsite-image wsite-image-border-thin " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="http://ermeteferraro.weebly.com/uploads/3/4/7/6/3476842/7175445.jpg?157" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div  class="paragraph editable-text">Avere dei ragazzini in casa, alla mia non tenera et&agrave;, comporta anche doversi spesso sorbire delle trasmissioni televisive piuttosto particolari, come la serie di cartoni animati <em>&ldquo;Due Fantagenitori&rdquo;.</em>Le avventure degli stravaganti <em>&ldquo;Faily Odd Parents&rdquo; </em>del decenne Timmy Turner, infatti, rallegrano da parecchio tempo i nostri pranzi familiari, per cui sono ormai diventato quasi un esperto del <em>&ldquo;Fantamondo&rdquo;</em> e dei suoi incredibili abitanti. La loro interferenza con le vicende umane, peraltro, talvolta mi ricorda un po&rsquo; le leggende greche sulle divinit&agrave; dell&rsquo;Olimpo, ora protettrici ora minacciose verso i poveri mortali.<br /> Un insegnante, d&rsquo;altra parte, non pu&ograve; essere completamente ignaro del colorato e scoppiettante mondo dei <em>&ldquo;cartoons&rdquo;</em> ma, secondo me, conoscere i moderni miti televisivi dei ragazzi &egrave; un modo per esserne meno distanti e per capirne meglio i gusti e lo stesso linguaggio. Chi si occupa di letteratura, poi, ritengo che non dovrebbe ignorare quella cosiddetta &ldquo;popolare&rdquo;, di cui le moderne fiabe animate &ndash; con i loro stereotipi e la loro sottintesa filosofia &ndash; fanno sicuramente parte. Non va trascurato neppure, infine, il valore sociologico di storie che, per quanto strampalate e fantasiose, non fanno altro che rispecchiare l&rsquo;assai poco fantastica realt&agrave; di oggi.<br />In un mondo in cui i veri genitori, quelli normali, stanno a poco a poco scomparendo &ndash; sostituiti maldestramente da videogiochi e <em>babysitters</em>- non c&rsquo;&egrave; niente di strano se l&rsquo;immaginario collettivo abbia <br /> evocato proprio dei <em>fantagenitori. </em> Essi infatti, con la loro magica presenza, intervengono per supplire la preoccupante assenza &ndash; fisica o psicologica &ndash; di troppi padri e madri in carne ed ossa.<br />L&rsquo;affascinante idea di poter magicamente rimpiazzare la realt&agrave; della propria famiglia &ndash; troppo spesso desolante o comunque poco attraente &ndash; con una coppia di fantastici esponenti di un mondo incantato non si spiega, per&ograve;, solo con l&rsquo;ovvia ed universale ricerca di una realt&agrave; pi&ugrave; piacevole, rosea e fatata. Mi sembra che rispecchi anche l&rsquo;ansiosa aspettativa di un rapporto meno conflittuale con la vita quotidiana di un ragazzino come Timmy, caratterizzata da genitori strambi e molto distratti, da prepotenti bulli come Francis, da perfide bambinaie come Vicky ed anche da insegnanti schizzati come Denzel Crocker, ma anche da compagni poveri o comunque &lsquo;strani&rsquo; come Chester, Elmer o Sanjay. Un vissuto che ospita pure presenze piacevoli o desiderate, come la vezzosa Trixie, una ragazzina vanitosa e ricca che, per&ograve;, tratta con disprezzo lui e i suoi amici.<br />Uno degli elementi caratteristici delle avventure di Timmy Turner, su cui &egrave; il caso di soffermarsi, &egrave; l&rsquo;insospettabile presenza di &ldquo;nemici&rdquo; che lo circondano, rendendogli difficile la vita e facendo diventare <br /> indispensabile il continuo intervento magico dei suoi due <em>Fantagenitori</em>. Timmy &egrave; letteralmente perseguitato da personaggi minacciosi o invadenti (Francis, Vicky, Dark Laser, Remy Buxaplenty, perfino la piccola Tootie) e questo dovrebbe forse farci riflettere sul fatto che&nbsp;l'esistenza di un bambino/a &egrave; spesso meno pacifica e serena di quanto solitamente si pensa. Una seconda considerazione &egrave; che l&rsquo;aggressivit&agrave; dei &lsquo;cattivi&rsquo; di questo cartone animato &ndash; in inglese i <em>&ldquo;villains&rdquo;</em> &ndash; ha quasi sempre origine nelle loro frustrazioni infantili (come nel caso del maniaco e feroce prof. Crocker o di Francis il bullo, col padre il carcere ed inutilmente innamorato di Britney oppure del ricchissimo ma sempre solo Remy Buxaplenty).<br />D&rsquo;altra parte gli stessi <em>Fantagenitori</em> che subentrano al fianco di Timmy come fatati supplenti di quelli veri, ne rispecchiano un po&rsquo; le caratteristiche. Cosmo, svagato, tontolone, bugiardo e maldestro, assomiglia a Pap&agrave; Turner. Wanda, intelligente attiva e&nbsp; perspicace, sembra invece l&rsquo;<em>alter ego</em> di Mamma Turner, dotata d&rsquo;insospettabili risorse ma spesso troppo presa dai suoi impegni lavorativi.&nbsp; La verit&agrave; &egrave; che perfino il <em>Fantamondo</em> &ndash; proprio come l&rsquo;Olimpo degli antichi Greci &ndash; non sembra immune da conflitti e problemi, si tratti dell&rsquo;atteggiamento da <em>boss</em> e della rudezza militare del muscoloso Jorgen Van Strangle oppure dell&rsquo;arroganza mafiosa del pap&agrave; di Wanda, Big Daddy, un <em>Fantapadrino</em> molto irritabile e sgarbato, che si occupa di sospetti ed abusivi smaltimenti di spazzatura magica&hellip;<br />E&rsquo; interessante notare, a questo punto, che gran parte di queste tele-avventure&nbsp; &ndash; come succede in altri pi&ugrave; titolati e raffinati cartoni animati tipo <em>&ldquo;The Simpsons&rdquo; &ndash;</em> hanno come ambientazione il colorato, ma sempre conflittuale, mondo della scuola. Timmy frequenta la strana <em>&ldquo;elementary school&rdquo;</em> di Dimmsdale&nbsp; (una citt&agrave; che ha per mascotte la capra Chompy ed un sindaco a vita), la cui preside &egrave; la sig.ra Waxelplax e la cui platea scolastica risulta molto variegata. Essa comprende infatti sia alunni modello come il geniale A.J. e ragazzini ricchi e viziati come Remy Buxaplenty e Trixie Tang, sia parecchi &ldquo;sfigati&rdquo;, come il maleodorante Chester Mac Badbat,&nbsp;il foruncoloso Bob Elmer o il pluriripetente Francis. Quest&rsquo;ottuso e violento dodicenne, in effetti, risulta il punto intermedio fra &ldquo;vincenti&rdquo; e &ldquo;perdenti&rdquo; &ndash; <br /> le categorie in cui gli americani amano dividere la comunit&agrave;, compresa quella scolastica &ndash; dal momento che sfoga le sue frustrazioni facendo il bullo di professione e cerca cos&igrave;, con la sua prepotenza gratuita, di uscire in qualche modo dalla cerchia dei <em>&ldquo;loosers&rdquo;.</em><br />Tale microcosmo educativo-didattico appare cupamente caratterizzato dal maniacale e severo atteggiamento del prof. Denzel Q. Crocker &ndash; perennemente ossessionato dalla presenza dei <em>Fantagenitori</em> di Timmy, che tenta invano di documentare &ndash;&nbsp; ma anche dalla finta dolcezza della prof.ssa Sunshine, che sostituir&agrave; l&rsquo;esaurito collega nel ruolo di supplente-cacciatrice di fate. Le stravaganti lezioni dello schizzato Crocker si concludono spesso con temibili verifiche scritte, a loro volta portatrici per <br /> Timmy e compagni di una pioggia di &ldquo;F&rdquo;, la valutazione che in USA indica l&rsquo;insufficienza totale. Insomma, l&rsquo;immagine di una scuola dura quanto poco rasserenante e educativa, che si limita a rispecchiare le stridenti contraddizioni della societ&agrave;, contribuendo a perpetuare ed allargare la forbice <br /> che divide i perdenti dai vincenti. I personaggi del <em>Fantamondo, </em>certo, intervengono continuamente per soccorrere Timmy e per esaudire i suoi desideri. Niente, per&ograve;, riesce a modificare nella sostanza una realt&agrave; cos&igrave; poco piacevole e molte delle richieste di Timmy ai suoi <em>Fantagenitori </em>si riveleranno, fatalmente, un&rsquo;arma a doppio taglio, ragion per cui dovranno essere poi precipitosamente ritrattate.<br />D&rsquo;altra parte, gli stessi Cosmo e Wanda non possono accontentare il loro protetto pi&ugrave; di quanto glielo conceda il loro inflessibile manuale, il librone delle<em>&ldquo;D.A. Rules&rdquo;.</em> Queste ferree regole prevedono infatti una serie di limitazioni alla libera espressione dei desideri. Ad esempio, non si pu&ograve; vincere una gioco o una gara barando, non si possono falsificare i soldi, non si possono uccidere o far ammalare&nbsp; i propri nemici n&eacute; si possono resuscitare i morti. Insomma, anche nel <em>Fantamondo </em>non &egrave; possibile realizzare tutto quello che si vuole e perfino l&igrave; esistono dei limiti ben precisi.&nbsp; Questo vuol dire che, semmai a qualcuno venisse in mente d&rsquo;inventarsi dei nuovi personaggi fatati &ndash; ad esempio dei <em>Fantaprofessori &ndash; <br /> </em>dovrebbe comunque fare i conti con le <em>&ldquo;D.A. Rules&rdquo;. </em>Personalmente, mi chiedo in che modo i miei alunni/e potrebbe immaginarmi in queste vesti fantastiche. Certamente mi correbbero pi&ugrave; compiacente e meno rigido nel rispettare le regole scolastiche. Forse un po&rsquo; pi&ugrave; divertente e meno esigente rispetto allo studio. Sta di fatto che nessun <em>Fanta-insegnante</em> potrebbe mai venir meno al suo ruolo di educatore, anche se forse non sarebbe male che la scuola, nel suo insieme, diventasse meno formale e pi&ugrave; vicina alla sensibilit&agrave; ed ai desideri dei suoi alunni/e. Ma per questo occorrerebbe un <em>Fantaministro</em> dell&rsquo;Educazione, che la smettesse finalmente di stivare le aule di studenti ed evitasse di provocare ai poveri docenti i danni di un progressivo esaurimento nervoso, dovuto ai continui provvedimenti, che rendono tutto instabile provvisorio e loro stessi sempre pi&ugrave; precari.<br />Per quanto mi riguarda, sarei anche disponibile a sottopormi al magico <em>&ldquo;Poof!</em>&rdquo; della bacchetta magica di Cosmo e Wanda per diventare il Fantaprofessore che i miei alunni desiderano ma forse, prima, <br /> sarebbe il caso di chiedere a loro quali cambiamenti avrebbero in mente. Non si sa mai&hellip;.<br />&nbsp;&copy; 2011 Ermete Ferraro &gt; <a href="http://ermeteferraro.wordpress.com">http://ermeteferraro.wordpress.com</a> <br /><span></span><br /><span></span></div>  ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Un primo bilancio trimestrale.]]></title><link><![CDATA[http://ermeteferraro.weebly.com/1/post/2011/12/un-primo-bilancio-trimestrale.html]]></link><comments><![CDATA[http://ermeteferraro.weebly.com/1/post/2011/12/un-primo-bilancio-trimestrale.html#comments]]></comments><pubDate>Sun, 04 Dec 2011 09:08:25 -0800</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">http://ermeteferraro.weebly.com/1/post/2011/12/un-primo-bilancio-trimestrale.html</guid><description><![CDATA[Probabilmente voi ragazzi/e non lo sapete neppure, ma una volta l'anno scolastico era diviso in tre trimestri e non in due quadrimestri, come succede adesso. Del resto, sia uffici sia aziende utilizzano di solito proprio il trimestre per fare il bilancio della loro attivit&agrave; e perci&ograve; anch'io vorrei fare lo stesso col lavoro che ho svolto&nbsp;con voi in questo periodo. In effetti, insegno nella 2^ e 3^ G da meno di tre mesi, ma credo che s [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div  class="paragraph editable-text">Probabilmente voi ragazzi/e non lo sapete neppure, ma una volta l'anno scolastico era diviso in tre trimestri e non in due quadrimestri, come succede adesso. Del resto, sia uffici sia aziende utilizzano di solito proprio il trimestre per fare il bilancio della loro attivit&agrave; e perci&ograve; anch'io vorrei fare lo stesso col lavoro che ho svolto&nbsp;con voi in questo periodo. <br />In effetti, insegno nella 2^ e 3^ G da meno di tre mesi, ma credo che sia comunque opportuno cominciare a chiederci che cosa va bene e che cosa, invece, va migliorato. Abbiamo gi&agrave; iniziato in seconda a guardarci in faccia -&nbsp;mediante uno scambio diretto chiamato 'circle time' - ed avr&ograve;&nbsp;questo confronto anche con voi di terza nei prossimi giorni.&nbsp;Lo so: &egrave; sempre&nbsp;difficile adattarsi ad un modo nuovo di studiare e sono consapevole che vi ci vuole ancora un po' di tempo. Per&ograve; dobbiamo fare in modo che questo confronto - con voi e con i vostri genitori - porti dei risultati reali e positivi, migliorando la 'sintonia' tra me e voi ragazzi/e.<br /><span></span>Uno dei problemi che sono gi&agrave; emersi &egrave; quello di una cerca caoticit&agrave; con cui spesso tendete ad esprimervi durante le lezioni, sovrapponendovi con la voce, non ascoltandovi abbastanza l'uno con l'altro e, talvolta, manifestando una limitata tolleranza per le idee altrui. Sono aspetti che, a poco a poco, bisogna superare, se vogliamo coltivare un vero dialogo e riuscire a cooperare come un vero gruppo.&nbsp; Un altro problema &egrave; quello della partecipazione attiva ad ogni lezione, evitando ogni forma di passivit&agrave;, distrazione o interesse limitato solo ai cosiddetti 'compiti'. L'esuberanza di alcuni, forse, pu&ograve; aver scoraggiato l'intervento di altri e, in ogni caso, resta di solito il timore di dire cose sbagliate o non appropriate. Eppure vi ho detto chiaramente come la penso in proposito. Intervenire nel corso della lezione &egrave; sempre un fatto positivo, anche se lo si fa solo per chiedere chiarimenti o esprimere dubbi. L'importante &egrave; farlo nel modo e nel momento giusto, mantenendo aperta la comunicazione con l'intera classe e non solo con l'insegnante.<br /><span></span>Un altro aspetto sul quale lavorare ancora &egrave; l'interesse per alcune discipline, come la geografia, confinata all'ultimo posto dal sondaggio precedente. Prover&ograve; ad utilizzare qualche sussidio audiovisivo e a richiedere, se possibile, l'uso della lavagna interattiva (LIM) per rendere pi&ugrave; vivace e diretta l'esperienza geografica. Allo stesso tempo, per&ograve;, mi aspetto che ad una materia cos&igrave; importante dedichiate un po' pi&ugrave; di tempo e di attenzione, migliorando soprattutto la vostra conoscenza dei concetti di base e della terminologia specifica.<br /><span></span>Un altro punto delicato &egrave; il sito web&nbsp;scolastico.&nbsp;Il mio bilancio di questi tre mesi circa &egrave; del tutto positivo e i contatti registrati dimostrano un vostro interesse effettivo per&nbsp;gli argomenti trattati e per lo strumento in s&eacute;. E' arrivato per&ograve; il momento di farlo diventare&nbsp;qualcosa di&nbsp;pi&ugrave; condiviso, che veda anche voi ragazzi/e protagonisti della scelta degli articoli e, possibilmente, della loro stesura. Ecco perch&eacute; ho deciso di farmi affiancare da un gruppo redazionale, formato da 3 alunni/e di seconda e altrettanti di terza, in modo da rendere il sito pi&ugrave; vostro e meno una mia proposta dall'esterno.&nbsp;<br /><span></span>Ci sarebbbero tante altre cose da dire e su cui riflettere, ma preferisco chiudere qui e lasciare a ciascuno/a&nbsp;di voi lo spazio per esprimersi direttamente e per fare un bilancio personale e collettivo di questo trimestre. Vorr&agrave; dire che appenderemo all'albero&nbsp;di Natale quello che&nbsp;voi vi augurate per il prossimo periodo, cercando di realizzarlo insieme e nel modo migliore. &nbsp;&nbsp; </div>  ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Cooperare a scuola, diventando una vera squadra]]></title><link><![CDATA[http://ermeteferraro.weebly.com/1/post/2011/10/cooperare-a-scuola-diventando-una-vera-squadra.html]]></link><comments><![CDATA[http://ermeteferraro.weebly.com/1/post/2011/10/cooperare-a-scuola-diventando-una-vera-squadra.html#comments]]></comments><pubDate>Mon, 31 Oct 2011 04:21:30 -0800</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">http://ermeteferraro.weebly.com/1/post/2011/10/cooperare-a-scuola-diventando-una-vera-squadra.html</guid><description><![CDATA[Il mio terzo 'corsivo' di quest'anno vorrei dedicarlo ad un problema affiorato in questi primi mesi di scuola e di cui &egrave; gi&agrave; capitato di parlare con voi ragazzi/e e con i vostri genitori. Nell'articolo precedente avevo sottolineato l'importanza dell'interdisciplinarit&agrave; nello studio, per evitare che esso diventi un'apprendimento meccanico e privo di senso ed utilit&agrave; concreta.  Ebbene, se mettere insieme i tasselli [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div  class="paragraph editable-text"><strong><em>Il mio terzo 'corsivo' di quest'anno vorrei dedicarlo ad un problema affiorato in questi primi mesi di scuola e di cui &egrave; gi&agrave; capitato di parlare con voi ragazzi/e e con i vostri genitori. Nell'articolo precedente avevo sottolineato l'importanza dell'interdisciplinarit&agrave; nello studio, per evitare che esso diventi un'apprendimento meccanico e privo di senso ed utilit&agrave; concreta. <br /> Ebbene, se mettere insieme i tasselli del 'puzzle' delle varie conoscenze &egrave; importante e necessario, mi sembra altrettanto indispensabile che si superi l'individualismo e che si riesca finalmente a fare della scuola una formazione al lavoro di gruppo.<br />Attenzione: non basta lavorare 'in gruppo', sommando ricerche e contributi personali per sintetizzarli, ad esempio, in un cartellone o in un elaborato collettivo.<br />Ci vuole molto di pi&ugrave;: un vero gioco di squadra, fondato sulla collaborazione effettiva, cio&eacute; sulla cooperazione non solo come metodo di lavoro, ma come stile di vita.<br />Lo so: sono concetti un po' difficili e spesso &egrave; la stessa scuola a darvi la spinta a competere piuttosto che a collaborare per uno scopo comune. I vostri stessi genitori, talvolta, puntano pi&ugrave; sulla vostra affermazione personale che sulla vostra capacit&agrave; di operare con i compagni/e come una vera squadra.<br />Io, insieme con gli altri insegnanti di classe, proveremo ad offrirvi alcune possibilit&agrave; in pi&ugrave; in questo senso. Le aule e gli arredi della scuola, a dire il vero, sembrano fatte apposta per&nbsp;scoraggiare il confronto e la cooperazione, ed anche il numero degli alunni/e per classe non ci aiuta sicuramente. Eppure sono certo che ce la faremo a <br /> costruire dei percorsi di gruppo che vi abituino a discutere insieme, a decidere <br /> collettivamente ed a cooperare per un progetto comune. Lo spirito di squadra non <br /> pu&ograve; essere confinato solo all'ambito sportivo e, anche in questo caso, spesso <br /> bisogna stare attenti che la competizione non rovini tutto...<br />Per quel che mi riguarda, mi aspetto da voi una maggiore attenzione al confronto in aula, pi&ugrave; entusiasmo nel lavoro comune ed una reale solidariet&agrave; tra voi ragazzi/e. Essere compagni/e, in questo caso, &egrave; pi&ugrave; importante che essere amici, perch&eacute; l'amicizia &egrave; naturalmente selettiva ma la collaborazione va cercata con tutti.<br />Avrei piacere di sentire la vostra opinione su quanto vi ho scritto e, a tal fine, potete usare il modulo dei commenti, che segue questo stesso articolo.<br /><span></span>Come i moschettieri d Dumas, allora, proviamo a far nostro il motto: "Tutti per uno! Uno per tutti!".&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />(c) Ermete Ferraro -31.10.2011</em></strong><br /></div>  ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Diventare inter-disciplinati...]]></title><link><![CDATA[http://ermeteferraro.weebly.com/1/post/2011/10/diventare-inter-disciplinati.html]]></link><comments><![CDATA[http://ermeteferraro.weebly.com/1/post/2011/10/diventare-inter-disciplinati.html#comments]]></comments><pubDate>Mon, 03 Oct 2011 11:50:13 -0800</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">http://ermeteferraro.weebly.com/1/post/2011/10/diventare-inter-disciplinati.html</guid><description><![CDATA[Ora che si ci siamo conosciuti un po', penso che il nostro&nbsp; "viaggio" - iniziato circa tre settimane fa - stia diventando pi&ugrave; chiaro. Mentre&nbsp; io cerco di memorizzare i vostri volti e nomi, infatti, anche voi mi state&nbsp; 'studiando', cercando di capire ci&ograve; che mi aspetto da voi ed il mio metodo&nbsp; d'insegnamento. Una delle caratteristiche, che certamente non vi &egrave [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div  class="paragraph editable-text" style=" text-align: left; "><strong>Ora </strong><strong>che si ci siamo</strong> conosciuti un po', penso che il nostro&nbsp; "viaggio" - iniziato circa tre settimane fa - stia diventando pi&ugrave; chiaro. Mentre&nbsp; io cerco di memorizzare i vostri volti e nomi, infatti, anche voi mi state&nbsp; 'studiando', cercando di capire ci&ograve; che mi aspetto da voi ed il mio metodo&nbsp; d'insegnamento. Una delle caratteristiche, che certamente non vi &egrave; sfuggita, &egrave;&nbsp; la sottolineatura da parte mia dell'importanza di un modo di apprendere che non&nbsp; si fermi alla singola "materia", ma sappia collegare ci&ograve; che si studia in chiave"interdisciplinare".<br />Parlo, non a caso, di una "chiave", cio&eacute; di&nbsp; qualcosa che ci aiuti ad entrare all'interno delle conoscenze scolastiche,&nbsp;anzich&eacute; restare fuori della porta del sapere. Credo che sia importante fare&nbsp;prima di tutto lo sforzo di collegare in primo luogo quanto impariamo nelle&nbsp;varie discipline letterarie (italiano, storia, geografia, educaz. alla&nbsp;cittadinanza). Ma poi sarebbe bene collegare anche le conoscenze acquisite nelle&nbsp; ore di Lettere con quelle che maturate nelle altre discipline, da quelle matematiche a quelle artistiche, dalle tecnologiche alle musicali.&nbsp;<br /> Come vi sarete accorti, io sto provando quasi ogni giorno a&nbsp;comporre questo "puzzle" di conoscenze, insieme con gli altri colleghi.&nbsp; La&nbsp;scuola media, infatti, non ha il compito di farvi diventare letterati, artisti o&nbsp; scienziati, ma solo di aiutarvi a ragionare su quanto imparate e a farvi delle&nbsp; idee su ci&ograve; che vi circonda. Per arrivare a questo risultato, per&ograve;, non&nbsp;bisogna tanto studiare molto, quanto studiare bene.&nbsp; Lo studio non pu&ograve; essere&nbsp;solo un lavoro pi&ugrave; o meno duro e pesante (a Napoli la chiameremmo una&nbsp;"fat&igrave;ca"...) . Dovrebbe sempre essere una scoperta, uno strumento per aprirci la&nbsp; mente e per risolvere problemi.<br />Molti di voi, cari ragazzi/e ,&nbsp; sono gi&agrave; ben avviati su questa strada: hanno curiosit&agrave;, interessi, dubbi,&nbsp;opinioni personali. Altri/e, forse, sono ancora legati allo studio come "compito&nbsp; da svolgere" o come "cose da imparare", per cui cercano soddisfazioni pi&ugrave; che&nbsp; altro in quei "voti" che sono s&igrave; importanti, ma non bastano certo a cambiarvi la&nbsp; vita...<br /> Sono sicuro che, lavorando insieme, il vostro modo di&nbsp; apprendere rester&agrave; personale (ognuno ha le proprie caratteristiche ed il proprio&nbsp; stile...), ma diventer&agrave; pi&ugrave; aperto e flessibile. <br /> Solo cos&igrave; potrete collaborare&nbsp; tra voi in attivit&agrave; di gruppo e, soprattutto, potrete arrivare all'esame di&nbsp; licenza media con una visione pi&ugrave; ampia e soddisfacente dello studio. Uno degli&nbsp; aspetti fondamentali del nostro "viaggio" insieme sar&agrave; proprio questo e, senza&nbsp; dubbio, io vi star&ograve; accanto perch&eacute; vi porti lontano, diventando non solo bravi&nbsp; scolari, ma anche buoni cittadini. <br /> Auguri!&nbsp;<strong>&nbsp;<br /></strong></div>  ]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[S.F.W.L. : La formula della comunicazione nonviolenta]]></title><link><![CDATA[http://ermeteferraro.weebly.com/1/post/2010/11/sfwl-la-formula-della-comunicazione-nonviolenta.html]]></link><comments><![CDATA[http://ermeteferraro.weebly.com/1/post/2010/11/sfwl-la-formula-della-comunicazione-nonviolenta.html#comments]]></comments><pubDate>Sun, 28 Nov 2010 02:24:26 -0800</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">http://ermeteferraro.weebly.com/1/post/2010/11/sfwl-la-formula-della-comunicazione-nonviolenta.html</guid><description><![CDATA[Ne avevamo gi&agrave; parlato lo scorso anno, ma mi &egrave; sembrato utile ritornare sull'argomento cui fa cenno il titolo di questo nuovo 'post'. E' proprio cos&igrave;: per comunicare senza violenza spesso basterebbe attenersi a questa semplice indicazione. Basterebbe, cio&egrave;, ricordarsi che i nostri interlocutori non sono dei bersagli su cui lanciare le nostre 'freccette', ma delle persone come noi, con le quali dovremmo  [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div  class="paragraph editable-text" style=" text-align: left; ">Ne avevamo gi&agrave; parlato lo scorso anno, ma mi &egrave; sembrato utile ritornare sull'argomento cui fa cenno il titolo di questo nuovo 'post'. E' proprio cos&igrave;: per comunicare senza violenza spesso basterebbe attenersi a questa semplice indicazione. Basterebbe, cio&egrave;, ricordarsi che i nostri interlocutori non sono dei bersagli su cui lanciare le nostre 'freccette', ma delle persone come noi, con le quali dovremmo comunque cercare uno scambio e non un invio di messaggi a senso unico. Ecco perch&eacute; la formula suggerita da un noto studioso statunitense della comunicazione nonviolenta, il professor <span style="font-weight: bold;">Rosemberg,</span> potrebbe aiutarci a trasmettere non solo la nostra comprensibile rabbia o scontentezza per una situazione negativa, ma anche -&nbsp; e soprattutto -&nbsp; la speranza che essa possa essere cambiata, con un po' di buona volont&agrave; reciproca, che pu&ograve; nascere solo dall'intesa.<br /><span>La sigla che compare nel titolo &egrave; l'abbreviazione della formula completa che Rosemberg ci suggerisce per una <span style="font-weight: bold;">comunicazione nonviolenta</span>. In inglese, infatti, essa suona come: <span style="font-weight: bold; font-style: italic;">(1) I see (2) I feel (3) I wish (4) I'd like</span>. In italiano una traduzione potrebbe essere:<span style="font-weight: bold; font-style: italic;"> &lt;&lt; Quando mi accorgo di______provo un sentimento di_______e mi auguro di________, per cui mi piacerebbe che tu/voi_________&gt;&gt;.</span></span><br /><span>Vi sembra una stupidaggine?&nbsp; Vi viene da ridere solo a pensare di usare questa formuletta ogni volta che qualcuno vi urta o ferisce la vostra sensibilit&agrave;?&nbsp; </span>Beh, vi consiglio di provare a metterla in pratica e, del resto, un primo tentativo lo abbiamo gi&agrave; fatto in occasione del <span style="font-style: italic;">circle time</span> di venerd&igrave; scorso.<br /><span>Non possiamo dare per scontato che gli altri si rendano conto di quanto ci possono ferire con una parola, un gesto o un comportamento, per cui &egrave; sempre meglio farglielo sapere chiaramente, senza paura di apparire "deboli" o troppo "fragili". D'altra parte, &egrave; dimostrato che rivolgersi agli altri usando il "tu" o il "voi" come un dito puntato, e quindi solo per attaccare, non solo non serve a nulla, ma suscita reazioni di difesa degli interlocutori</span>, spesso ancora pi&ugrave; aggressive, e quasi mai delle scuse.<br /><span>Non dobbiamo avere paura di esporci troppo, di essere sinceri e di manifestare i nostri sentimenti. Tutto questo non c'indebolisce affatto, ma piuttosto ci mette in grado di scambiare con gli altri messaggi chiari e sinceri, senza doverci creare schermi o difese artificiali.</span><br /><span>Lo so: non &egrave; facile. Il nostro orgoglio c'impedisce di mostrarci come siamo e un po' tutti, genitori compresi, ci hanno sempre insegnato a non "esporci" troppo, perch&eacute; gli altri sicuramente "ne approfitterebbero".&nbsp; La verit&agrave; &egrave; che quest</span>i sono solo luoghi comuni e che per difendersi non c'&egrave; affatto bisogno di attaccare a nostra volta, col rischio di misurarci con gli altri su un terreno - quello della violenza verbale o fisica - che, fortunatamente, spesso non &egrave; il nostro e che, quindi, ci vede perdenti in partenza... Il discorso &egrave; troppo lungo per affrontarlo tutto insieme. Aspetto qualche vostra osservazione o un commento in proposito. In ogni caso, non mancheremo di riprendere la questione in classe, per discutere sui modi pi&ugrave; giusti, ma anche pi&ugrave; efficaci, per rispondere all'aggressivit&agrave; degli altri. <br /><span></span><br /></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[I grandi e la loro mania di usare un numero per tutto...]]></title><link><![CDATA[http://ermeteferraro.weebly.com/1/post/2010/09/i-grandi-e-la-loro-mania-di-usare-un-numero-per-tutto.html]]></link><comments><![CDATA[http://ermeteferraro.weebly.com/1/post/2010/09/i-grandi-e-la-loro-mania-di-usare-un-numero-per-tutto.html#comments]]></comments><pubDate>Wed, 29 Sep 2010 11:36:57 -0800</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">http://ermeteferraro.weebly.com/1/post/2010/09/i-grandi-e-la-loro-mania-di-usare-un-numero-per-tutto.html</guid><description><![CDATA[Leggendo i primi capitoli de&nbsp; "Il Piccolo Principe" - il capolavoro di Antoine de Saint-Exup&eacute;ry - ci siamo subito trovati nel bel mezzo di una riflessione che va molto oltre il racconto fantastico e che ci (e vi) riguarda di persona."Ci vuole molta pazienza con i grandi!" esclama ad un certo punto l'autore, capovolgendo la tradizionale accusa, che vede "i grandi" sopportare con pazienza le stranezze e i capricci dei bambini. I [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div  class="paragraph" style=" text-align: left; ">Leggendo i primi capitoli de&nbsp; "Il Piccolo Principe" - il capolavoro di Antoine de Saint-Exup&eacute;ry - ci siamo subito trovati nel bel mezzo di una riflessione che va molto oltre il racconto fantastico e che ci (e vi) riguarda di persona.<br />"Ci vuole molta pazienza con i grandi!" esclama ad un certo punto l'autore, capovolgendo la tradizionale accusa, che vede "i grandi" sopportare con pazienza le stranezze e i capricci dei bambini. Il fatto &egrave; che - spiega St. Exup&eacute;ry -&nbsp; i 'grandi' non riescono pi&ugrave; ad immaginare le cose che non si vedono e sanno conoscere la realt&agrave; solo misurandola, cio&eacute; trasformandola in numeri, cio&eacute; in quantit&agrave; verificabili e confrontabili. Per loro esistono solo le cose che si toccano e che si possono valutare, mentre - argomenta ancora l'autore - i bambini possono ancora fare a meno di questa rigidit&agrave; mentale, usando la fantasia e badando pi&ugrave; a sensazioni e sentimenti che a giudizi espressi in numeri.<br />Mi viene per&ograve; da pensare: ma &egrave; proprio vero che solo i grandi ragionano solo in termini di quantit&agrave; e riescono a capire solo ci&ograve; che si pu&ograve; vedere e toccare? Oppure, per caso, noi adulti siamo riusciti a trasmettere questo virus anche a voi ragazzi, trasformando un mondo di cose da godere in un mondo di cose da comprare?<br />Ho paura che l'infezione abbia contagiato anche le nuove generazioni, rendendole sempre pi&ugrave; attente all'avere piuttosto che all'essere...<br />Ma forse mi sbaglio ed &egrave; ancora vero che questo vizio di valutare tutto e dargli un prezzo &egrave; solo tipico degli adulti, per cui bisogna che i "piccoli" abbiano un po' di pazienza con loro. Voi che cosa ne pensate? Fatemi sapere la vostra opinione in proposito rispondendo a questo mio 'post'. Ci <span style="font-style: italic;">conto</span>...cio&eacute;, voglio dire: lo spero...<br /></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[SCUOLA IDEALE E SCUOLA DELLA FANTASIA]]></title><link><![CDATA[http://ermeteferraro.weebly.com/1/post/2010/05/scuola-ideale-e-scuola-della-fantasia.html]]></link><comments><![CDATA[http://ermeteferraro.weebly.com/1/post/2010/05/scuola-ideale-e-scuola-della-fantasia.html#comments]]></comments><pubDate>Fri, 21 May 2010 09:10:27 -0800</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">http://ermeteferraro.weebly.com/1/post/2010/05/scuola-ideale-e-scuola-della-fantasia.html</guid><description><![CDATA[Siamo quasi giunti al traguardo finale di questo secondo anno del triennio e, vi confesso, i [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div ><div style="text-align: center;"><a><img src="http://ermeteferraro.weebly.com/uploads/3/4/7/6/3476842/6259454.jpg" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px;" alt="Picture" class="galleryImageBorder" /></a><div style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px;"></div></div></div><div  class="paragraph" style=" text-align: left; ">Siamo quasi giunti al traguardo finale di questo secondo anno del triennio e, vi confesso, il tempo &egrave; volato via con estrema velocit&agrave;. Adesso si avvicina il&nbsp; tempo di fare un bilancio di quanto &egrave; successo e delle competenze che sono riuscito a sviluppare attraverso le discipline che vi ho insegnato in questi otto mesi. Ma non &egrave; di "valutazioni" che voglio parlarvi. ce ne sar&agrave; tempo e modo altrove.<br />Vorrei piuttosto prendere spunto dalla "scrittura collettiva" che ho pubblicato su questo sito - e di cui voi siete gli autori - a proposito del vostro modello 'ideale' di scuola, cui si &egrave; aggiunta una divertente parentesi, ispirata a quell'"Alice nel Paese delle Meraviglie" che abbiamo letto, visto e commentato insieme. <br />Scorrendo rapidamente i vostri scritti, infatti, mi sembra che ne emerga una certa concretezza, che vi porta a fare proposte niente affatto sciocche o fantasiose, ma piuttosto ispirate a modelli scolastici di cui avete sentito parlare o avete visto qualcosa nel film e telefilm, come quello caratteristico degli Stati Uniti.<br />In sostanza, voi proponete una scuola pi&ugrave; aperta, con pi&ugrave; ore comprendenti per&ograve; maggiori interruzioni e pause, con meno materie da studiare e con un impegno prevalentemente in aula, utilizzando anche tecnologie informatiche.<br />Un altro aspetto &egrave; l'organizzazione, caratterizzata da aule disciplinari pi&ugrave; che da aule-classe, sul genere di quelle anglosassoni, che vi consentirebbero fra l'altro di muovervi maggiormente e di vivere la scuola in un modo pi&ugrave; socializzante.<br />Si tratta di suggerimenti che ritengo abbastanza fondati e per niente inutili e, come gi&agrave; vi ho anticipato, m'impegno a portare queste proposte alla Dirigenza ed ai colleghi/e, per studiare insieme cosa si pu&ograve; fare davvero.<br />Molto spassose, poi, sono state le nuove materie di studio che, imitando la Finta Tartaruga di Alice, avete immaginato. Qualcuno ha perfino disegnato uno schema orario, nel quale le ore di Tritura, Lunatica, Scemenze, Pinglese, Litigione etc. trovano posto, lasciando libero sfogo alla fantasia.....<br />Bene cos&igrave;: la scuola non deve mai passare una mano di grigio sui colori della vostra immaginazione, ma solo dare una base logica ed una espressivit&agrave; soddisfacente alle vostre idee. E allora non ci resta che proseguire per i pochi giorni ancora da percorrere ed arrivare nel modo migliore - quanti pi&ugrave; &egrave; possibile...- al traguardo della terza media. Coraggio e auguri a tutti dal vostro prof.</div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[CITTADINI ITALIANI E DEL MONDO]]></title><link><![CDATA[http://ermeteferraro.weebly.com/1/post/2010/04/cittadini-italiani-e-cittadini-del-mondo.html]]></link><comments><![CDATA[http://ermeteferraro.weebly.com/1/post/2010/04/cittadini-italiani-e-cittadini-del-mondo.html#comments]]></comments><pubDate>Sun, 25 Apr 2010 08:43:13 -0800</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">http://ermeteferraro.weebly.com/1/post/2010/04/cittadini-italiani-e-cittadini-del-mondo.html</guid><description><![CDATA[Il 25 aprile, anniversario della Liberazione dell'Italia dalla dittatura nazi-fascista, quest'anno &egrave; capitato di domenica, passando cos&igrave; piuttosto inosservato alla maggioranza, e soprattutto a chi, come voi ragazzi, legge in questa data soprattutto la celebrazione di una...festa.Eppure l'Italia democratica e repubblicana &egrave; nata allora e, anche se quel periodo non fa parte del vostro programma di storia, &egrave; forse [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div  class="paragraph" style=" text-align: left; ">Il 25 aprile, anniversario della Liberazione dell'Italia dalla dittatura nazi-fascista, quest'anno &egrave; capitato di domenica, passando cos&igrave; piuttosto inosservato alla maggioranza, e soprattutto a chi, come voi ragazzi, legge in questa data soprattutto la celebrazione di una...festa.<br />Eppure l'Italia democratica e repubblicana &egrave; nata allora e, anche se quel periodo non fa parte del vostro programma di storia, &egrave; forse il caso di fare una breve riflessione sul significato di parole come "democrazia", che il tempo e l'abitudine hanno ormai consumato e banalizzato.&nbsp; <br />Non a caso abbiamo iniziato a parlare della "cittadinanza" come qualcosa che riguarda anche voi, anche se in modo diverso dagli adulti, proprio perch&eacute; la libert&agrave; e la responsabilit&agrave; s'imparano fin da ragazzi, anche frequentando un ambiente collettivo come la scuola e ragionando un po' sul senso di queste parole.<br />Il razzismo, l'intolleranza, la violenza, il culto della guerra, le disuguaglianze e la mancanza di partecipazione - ci hanno sempre spiegato - erano le caratteristiche della dittatura dalla quale gli Italiani hanno saputo liberarsi 65 anni fa, dando vita alla nostra Repubblica "democratica, fondata sul lavoro". Eppure neanche a voi ragazzi sar&agrave; sfuggito che tutti quei mali non sono mai spariti del tutto.<br />Quello che spetta alla scuola &egrave; darvi la possibilit&agrave; di sperimentare, in prima persona, i valori di libert&agrave; e di uguaglianza che sono il contrario del fascismo e di tutte le dittature che hanno impedito ai popoli di essere se stessi, terrorizzandoli con la violenza e la repressione militare.<br />La scuola, inoltre, ha il compito di aprire i vostri occhi sull'Europa e sul mondo intero, abituandovi a considerarvi non soltanto buoni cittadini del vostro Stato e della vostra citt&agrave;, ma anche persone sensibili ai problemi su scala mondiale ed informate su una realt&agrave; sempre pi&ugrave; "globale" e collegata, a tutti i livelli.<br />Ecco perch&eacute; auguro a voi ragazzi/e ed alle vostre famiglie di lavorare e vivere in una societ&agrave; dove siano cancellate davvero ingiustizie e sopraffazioni e dove ognuno possa sentirsi parte di una comunit&agrave; di uguali nei diritti e nei doveri. <br /></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[RITORNO A SCUOLA: QUALI NOVITA' ?]]></title><link><![CDATA[http://ermeteferraro.weebly.com/1/post/2010/04/ritorno-a-scuola-quali-novita.html]]></link><comments><![CDATA[http://ermeteferraro.weebly.com/1/post/2010/04/ritorno-a-scuola-quali-novita.html#comments]]></comments><pubDate>Wed, 07 Apr 2010 09:56:07 -0800</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">http://ermeteferraro.weebly.com/1/post/2010/04/ritorno-a-scuola-quali-novita.html</guid><description><![CDATA[Dopo la lunga pausa per le elezioni regionali e per le festivit&agrave; pasquali, &egrave; sempre un po' dura riprendere la vita scolastica ordinaria, vero? Spero che vi siate ricaricati e che la pausa non vi abbia "arrugginiti" troppo, ma sono comunque certo che questo sito scolastico ci pu&ograve; aiutare a comunicare meglio e a rendere un po' pi&ugrave; vivace il bimestre scolastico che ci resta da percorrere.L'inserimento nel sito del [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div  class="paragraph" style=" text-align: left; ">Dopo la lunga pausa per le elezioni regionali e per le festivit&agrave; pasquali, &egrave; sempre un po' dura riprendere la vita scolastica ordinaria, vero? Spero che vi siate ricaricati e che la pausa non vi abbia "arrugginiti" troppo, ma sono comunque certo che questo sito scolastico ci pu&ograve; aiutare a comunicare meglio e a rendere un po' pi&ugrave; vivace il bimestre scolastico che ci resta da percorrere.<br />L'inserimento nel sito del concorso "caccia al tesoro fra le righe", ad esempio, &egrave; stato una maniera per 'movimentare' un po' le cose e per risvegliare l'attenzione di voi ragazzi, visto che le statistiche del sito mostrano una riduzione del vostro interesse e della vostra partecipazione.<br />Dopo i primi tre premi assegnati (a Ciro, Salvatore e Linda) per il primo oggetto misteriosco scoperto) mi sono giunte solo due risposte per la seconda tornata del gioco, ma aspetter&agrave; ancora fino a domenica. Vi ricordo, poi, che chi sapr&agrave; dire non solo quale oggetto &egrave; e dove sta, ma anche di che cosa esattamente si tratta, si vedr&agrave; raddoppiati i punti-premio vinti (3 per il primo, 2 per il secondo e 1 per il terzo classificato/a).&nbsp; E allora, buona caccia al tesoro e, soprattutto, buon ritorno a scuola da parte del vostro prof !<br /></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[CIRCLE TIME: QUANDO E' TEMPO DI PARLAR CHIARO...]]></title><link><![CDATA[http://ermeteferraro.weebly.com/1/post/2010/03/circle-time-quando-e-tempo-di-parlar-chiaro.html]]></link><comments><![CDATA[http://ermeteferraro.weebly.com/1/post/2010/03/circle-time-quando-e-tempo-di-parlar-chiaro.html#comments]]></comments><pubDate>Sat, 13 Mar 2010 09:53:01 -0800</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">http://ermeteferraro.weebly.com/1/post/2010/03/circle-time-quando-e-tempo-di-parlar-chiaro.html</guid><description><![CDATA[Anche quest'anno, anche se un po' pi&ugrave; raramente, il gruppo-classe si &egrave; riunito, disponendosi a cerchio, per guardarsi in faccia e per dirsi tutto ci&ograve; che non va, che si vorrebbe comunicare agli altri o che piacerebbe proporre loro. E' quello che viene chiamato, con un'espressione inglese, "circle time": un'occasione importante per fare il punto sulla situazione del gruppo e per migliorare il livello di socializzazione e di  [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div  class="paragraph" style=" text-align: left; ">Anche quest'anno, anche se un po' pi&ugrave; raramente, il gruppo-classe si &egrave; riunito, disponendosi a cerchio, per guardarsi in faccia e per dirsi tutto ci&ograve; che non va, che si vorrebbe comunicare agli altri o che piacerebbe proporre loro. E' quello che viene chiamato, con un'espressione inglese, "circle time": un'occasione importante per fare il punto sulla situazione del gruppo e per migliorare il livello di socializzazione e di dialogo fra coloro che lo compongono.<br />Capita,&nbsp;infatti, anche&nbsp;agli stessi&nbsp;docenti, presi dal fatto di alternarsi nelle classi, incontrandosi di sfuggita nei corridoi o in sala professori, di non riuscire sempre a confrontarsi&nbsp;ed a&nbsp;scambiarsi impressioni ed osservazioni,&nbsp;non solo sui singoli alunni/e ma sull'insieme del gruppo e su quelle che si definiscono le sue "dinamiche" interne.&nbsp;<br />Personalmente, io&nbsp;sono convinto che la base per un lavoro educativo serio ed efficace &egrave; proprio il miglioramento del clima di serenit&agrave; e di confidenza che si riesce a realizzare nella classe e con la classe. Per questo vredo che sia necessario, ogni tanto, lasciare un po' da parte teoremi ed esercizi grammaticali, esercitazioni grafiche ed allenamenti sportivi, per fermarsi una mezz'ora almeno a guardarsi pi&ugrave; da vicino ed a raccontarsi che cosa non va per il verso giusto e come si pensa di risolvere quel problema o quella esigenza.<br />Nell'ultimo "circle time" con i ragazzi/e della 2^ D, ad esempio, sono emerse alcune questioni relative alla necessit&agrave; di rendere pi&ugrave; uniformi i comportamenti di noi insegnanti, rispondendo alle richieste degli alunni/e allo stesso modo e, possibilmente, avendo sempre come riferimento le norme comuni della scuola, come il Regolamento disciplinare d'Istituto. Non sempre, per&ograve;, con altrettanta franchezza emergono i problemi interni del gruppo-classe, a partire da alcuni comportamenti prepotenti e perfino violenti, che rischiano di avvelenare il rapporto fra compagni/e e creare disagio e disturno all'andamento regolare delle lezioni.<br />Approfitto, allora, di questo "blog" per ricordare a tutti voi, cari/e ragazzi/e, che nascondendo la polvere sotto il tappeto non si fa pulizia e che, evitando di affrontare certi argomenti, non si aiutano i professori a svolgere il loro difficile compito educativo, intervenendo come a loro spetta.<br />La scuola &egrave; un ambiente sociale&nbsp;fondamentale,&nbsp;dove -&nbsp;come ricordavo nello scorso articoletto -s'imparano i diritti e&nbsp;doveri ma, soprattutto, s'impara ad essere cittadini che sanno far rispettare i propri diritti e che sanno opporsi - in modo civile e senza violenza, ma con determinazione - a chi non sa, non pu&ograve; o non vuole rispettare gli altri.<br />Ecco perch&eacute; faccio appello&nbsp;affinch&eacute; ogni eventuale episodio di prepotenza o addirittura&nbsp;di aggressione non resti mai un fatto personale tra chi lo fa e chi lo riceve e, ancor pi&ugrave;, non trasformi chi assiste in uno spettatore che non sa che cosa fare e preferisce "farsi i fatti suoi".<br />Tutto quello che succede in aula - sia le cose buone sia quelle cattive - ha effetti su ciascun elemento della classe e "infischiarsene"&nbsp;mi sembra&nbsp;solo un atto di vigliaccheria, che non aiuta certo a diventare buoni cittadini di questa difficile citt&agrave; dove ci tocca vivere.<br />Ci vuole confronto ed anche tanta pazienza,&nbsp;per&ograve; non bisogna mai dimenticare che ognuno di voi ragazzi/e ha il diritto di vivere una giornata scolastica serena e produttiva, grazie al ruolo vigile degli insegnanti, ma anche alla solidariet&agrave; fraterna di tutti i compagni/e. <br /></div>]]></content:encoded></item></channel></rss>

